Summer Mountain Rescue Course,
conclusa la terza edizione a Pietra di Bismantova
Tre giorni alla Pietra di Bismantova, nell’Appennino reggiano, dove dal 17 al 19 settembre si è svolta la terza edizione del Summer Mountain Rescue Course (SMRC), modulo avanzato di soccorso in ambiente estivo organizzato dal Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna in collaborazione con la Scuola Nazionale Medica (SNaMed) e la Scuola Nazionale Tecnici (SNaTe) del CNSAS.
Hanno partecipato ventiquattro allievi, 15 tecnici e 9 sanitari tra medici e infermieri, provenienti da Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Basilicata, insieme ad alcuni militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. Le squadre sono state ricomposte di giorno in giorno, facendo lavorare insieme operatori con formazione, materiali e modalità operative differenti. Il confronto tra realtà regionali diverse consente di ampliare le competenze individuali e, allo stesso tempo, di lavorare verso procedure condivise e un linguaggio operativo comune, requisito essenziale per l’interoperabilità tra squadre in intervento.
Al centro di tutto c’è l’integrazione tra componente tecnica e sanitaria, elemento che caratterizza il Soccorso Alpino e che diventa decisivo negli interventi più complessi, quando la messa in sicurezza, il trattamento e l’evacuazione del paziente devono procedere in modo coordinato. In questi contesti saper comunicare, stabilire le priorità e prendere decisioni condivise sotto pressione pesa quanto la preparazione tecnica o clinica: per questo, accanto alle competenze operative, ampio spazio è stato dedicato alle non-technical skills e allo human factor.
Il metodo è quello della simulazione seguita dal debriefing. Ogni scenario si chiude con un’analisi strutturata dell’intervento, condotta dagli istruttori insieme alla squadra, che ripercorre le scelte tecniche e cliniche ma anche la comunicazione, la divisione dei compiti e la gestione delle priorità. A seguire il lavoro delle squadre, ogni giorno, quindici istruttori tra SNaMed, SNaTe e istruttori regionali tecnici e sanitari. Il realismo degli scenari è stato garantito da figuranti, truccatori della Croce Rossa Italiana, che hanno ricostruito ferite e fratture esposte, manichini e simulatori dei parametri vitali. Gli specialist presenti hanno inoltre messo a disposizione materiali di ultima generazione, a partire da nuove tipologie di barelle, che le squadre hanno potuto utilizzare direttamente negli scenari.
La complessità degli scenari è cresciuta progressivamente. Nella prima giornata le squadre hanno ruotato su quattro scenari a prevalenza traumatica: un trauma cranico e spinale, un trauma del bacino con estricazione complessa, una sindrome da sospensione e un trauma toracico, ciascuno seguito dal proprio debriefing.
Il secondo giorno il lavoro si è spostato in parete. Due squadre più numerose, impegnate per l’intera mattinata ciascuna sul proprio scenario, hanno affrontato un intervento con doppio target sulla stessa cordata: un arrampicatore illeso ma in sospensione prolungata, esposto ai rischi della sindrome da sospensione, e il compagno traumatizzato, non autonomo, da valutare, stabilizzare e preparare all’evacuazione direttamente in parete. Due pazienti con priorità diverse da gestire in contemporanea, risorse da distribuire tra trattamento sanitario e manovre tecniche, e un flusso di comunicazione da mantenere costante tra chi opera sul paziente e chi gestisce la manovra di calata.
La giornata conclusiva ha portato le simulazioni al livello più impegnativo. Da un lato il recupero di un parapendio rimasto appeso in parete, con un paziente critico da assistere in forte esposizione, spazi di manovra ridotti e pochi operatori in grado di raggiungerlo. Dall’altro un trail runner colpito da un colpo di calore, da raggiungere e trattare in un punto molto impervio ed esposto. Due coppie di postazioni parallele, su cui le squadre si sono alternate in due turni.
Alle simulazioni si sono affiancati momenti di approfondimento: un confronto tra le diverse tipologie di barelle e il loro impiego, un focus sulla gestione di un intervento su grandi pareti a partire dall’analisi di un caso reale, una sessione dedicata al materiale del parapendio e una sulle manovre di autosoccorso e di soccorso al compagno di cordata in caso di sospensione inerte.
Tra i contenuti nati durante il corso c’è anche un breve video, pubblicato sui canali social del Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna e molto visto e condiviso su Instagram. L’idea è semplice: microfono in mano, si chiede ad allievi e istruttori di racchiudere questo SMRC in una sola parola. E le risposte, una dopo l’altra, restituiscono bene lo spirito di questi tre giorni: «sfidante», «didattico», «collaborazione», «energia», «entusiasmante». C’è stato anche chi, con sincerità, ha risposto «stancante», segno di tre giorni intensi, e chi invece ha scelto «divertente» o «strepitoso».
A molti, però, una parola sola non è bastata. Chi era alla sua terza edizione lo ha descritto come «una bellissima esperienza, un’opportunità per confrontarsi con persone che ci insegnano. Semplicemente bellissimo». Altri lo hanno definito «assolutamente formativo e coinvolgente», hanno sottolineato la «sinergia tra tutti» o parlato di «un super lavoro di squadra, sia da parte dei discenti che da parte dell’organizzazione». E c’è chi la Pietra di Bismantova l’ha scoperta proprio in questi giorni: «Io non avevo mai visto questi posti e sono rimasta piacevolmente stupita. E credo che tornerò sicuramente».
Si ringrazia tutta la squadra del Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna, in particolare la Stazione Monte Cusna che ha ospitato il corso. Grazie inoltre agli istruttori, ai figuranti, ai truccatori della Croce Rossa Italiana, alla segreteria organizzativa della Fondazione Alessandro Volta, agli specialist che hanno fornito materiali e attrezzature (Kong, Northwall, Harken, Camp, Spencer, Sofrapa, Emimed e Accumed) e agli sponsor locali. Un grazie speciale ai fotografi, che hanno seguito ogni scenario e catturato tantissimi momenti: sono i loro scatti a permetterci, oggi, di raccontare questa esperienza e di custodirne il ricordo.
Grande soddisfazione, infine, per la presenza di esponenti della Regione Emilia-Romagna e per l’interesse suscitato dall’evento, che ha trovato spazio sulla stampa locale e sui media regionali.
Foto: Luca Tondat










