SICURI in MONTAGNA d’estate 2026, report delle attività

SICURI in MONTAGNA d’estate 2026, report delle attività

a cura di Elio Guastalli

 

Domenica 21 giugno si è ripresentata la giornata nazionale che il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e il Club Alpino Italiano (CAI) dedicano alla prevenzione degli incidenti in montagna in vista della stagione estiva. La giornata, “Sicuri in Montagna d’estate”, è arrivata alla sua 26esima edizione. Anche quest’anno sono stati realizzati decine di eventi sparsi in più regioni. Insieme al  Soccorso Alpino e Speleologico Toscano che da sempre fa un lavoro eccellente, va però detto che alcune aree rimangono assenti all’appuntamento: un vero peccato, una mancanza che andrebbe recuperata a favore della condivisione di un impegno nazionale. All’inizio dei sentieri, nei pressi delle vie ferrate, nelle falesie ed anche in grotta, i tecnici CNSAS e CAI hanno allestito presidi, organizzato escursioni guidate e proposto dimostrazioni di soccorso. Nel comunicato stampa quest’anno sono stati evidenziati alcuni aspetti critici legati all’overtourism, ai cambiamenti climatici, ai cambiamenti delle abitudini e alla spettacolarizzazione della montagna che certo non favorisce un approccio consapevole. Uno dei problemi maggiori rimane legato ad una informazione superficiale e non controllabile che passa attraverso il web; fatti recenti dimostrano che sono sufficienti i contenuti di un influencer che vive di tanti like e poca cultura di montagna per provocare l’invasione di luoghi montani tanto belli quanto delicati. Da qui la necessità, sempre più urgente, di fare informazione corretta e opera di sensibilizzazione; ed è appunto questo l’obiettivo primario di “Sicuri in Montagna”. Come di consuetudine, in alcune località sono stati raccolti dati statistici che, ancora una volta, mettono in evidenza che molte persone che hanno partecipato alle attività di “Sicuri in Montagna” non sono iscritte al CAI; un buon segnale che testimonia la capacità di coinvolgimento di appassionati spesso neofiti. La prossima edizione di “Sicuri in Montagna “sarà l’edizione invernale, domenica 17 gennaio 2027. Di seguito, riportiamo una breve testimonianza degli eventi che sono pervenuti.

 

ABRUZZO, Grotte di Stiffe

Attività didattiche di soccorso per escursionisti e in forra – grotta (speleologico), con simulazioni di recupero con barelle, gestione del primo soccorso in ambienti ostili, e manovre su corda, per la prevenzione degli incidenti in montagna, con la Stazione Alpina dell’Aquila e la Stazione Speleo Abruzzo. In particolare si sono svolte attività di recupero infortunato con due squadre di soccorritori negli ultimi due salti della forra di Stiffe, accompagnamento all’interno della grotta turistica di Stiffe da parte dei tecnici speleo insieme alle guide dei gruppi di turisti, breve focus su storia del Soccorso Alpino e Speleologico ed evento “Sicuri in Montagna” all’esterno della grotta ai gruppi di visitatori.Tutte le attività sono state svolte di mattina nella giornata di domenica 21 giugno, e concertate e condivise con il Comune di San Demetrio Ne’ Vestini (AQ), proprietario delle Grotte di Stiffe; nel pomeriggio dello stesso giorno si è svolto il convegno “In montagna esiste il rischio zero? Ne parliamo con Caterina Mosca, Avvocato – Ugo Marinucci, Presidente del CAI L ‘Aquila e Avvocato –  Daniele Perilli, Presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo”, organizzato sempre dal SASA all’interno della manifestazione del Comune di San Demetrio Ne’ Vestini “Alpinismo e Vivere di Montagna”. Luciano Di Martino

 

CALABRIA, Pollino e Aspromonte

In Calabria l’iniziativa è stata coordinata dal Soccorso Alpino e Speleologico Calabria (SASC), che ha schierato sul campo i tecnici e gli specialisti delle stazioni operative del Pollino e dell’Aspromonte. Si è dato vita a una giornata intensa, ricca di incontri con il pubblico, attività informative e dimostrazioni pratiche. L’obiettivo fondamentale dell’evento è stato quello di mostrare concretamente cosa significhi muoversi in sicurezza, come prevenire gli incidenti e, soprattutto, come comportarsi in caso di reale emergenza in contesti impervi. Le attività si sono concentrate in due dei cuori pulsanti del patrimonio naturale calabrese, il Massiccio del Pollino e il Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Stazione Pollino, formazione sul campo e simulazione sul Monte Sellaro
Nel nord della regione, la Stazione Pollino ha scelto di integrare la propria azione informativa direttamente sul campo, partecipando attivamente alla manifestazione escursionistica “Il Pollino a me piace a piedi”, un importante evento annuale organizzato dall’Associazione Guide Ufficiali del Parco Nazionale del Pollino in collaborazione con l’Ente Parco.  I tecnici del Soccorso Alpino hanno allestito un punto informativo strategico per distribuire materiale didattico e dialogare con i camminatori prima della partenza. Successivamente, la squadra ha accompagnato gli escursionisti lungo l’itinerario che conduce alla cima del Monte Sellaro, una suggestiva vetta che svetta a 1.439 metri di quota nel territorio comunale di Cerchiara di Calabria, in provincia di Cosenza. La salita  si è trasformata in un vero e proprio laboratorio didattico a cielo aperto. Durante il percorso, infatti, i tecnici del SASC hanno messo in scena la simulazione del recupero di un infortunato. Questa dimostrazione pratica ha permesso ai partecipanti di osservare dal vivo la complessità, la precisione e la fatica che caratterizzano le manovre di soccorso in montagna. Gli operatori hanno colto l’occasione per spiegare l’importanza di saper comunicare la propria posizione geografica e hanno illustrato le buone pratiche per inoltrare una richiesta di aiuto corretta ed efficace alla centrale operativa.

A Gambarie, dove l’intesa tra uomo e cane scalda il cuore
Più a sud, la Stazione Aspromonte ha portato la sua energia tra le persone che affollavano piazza Mangerura a Gambarie, nel comune di Santo Stefano in Aspromonte. Accanto al Centro di Coordinamento Ricerche (CCR), una struttura che rappresenta la mente strategica dietro ogni singola operazione di ricerca, a rubare la scena è stato il momento forse più emozionante e coinvolgente dell’intera giornata, la simulazione di ricerca con l’Unità Cinofila. Vedere all’opera i soccorritori a quattro zampe ha letteralmente rapito il cuore di grandi e piccini. In quell’esercizio si è potuta toccare con mano la dedizione assoluta e la sintonia perfetta che lega il cane al suo conduttore, un legame invisibile ma potentissimo che, nei momenti critici all’interno di boschi fitti e impervi, fa la differenza tra perdersi e trovarsi. Lo stand ha offerto uno spazio di confronto diretto, un luogo di scambio all’aperto dove le paure si sono trasformate in risposte e la curiosità in conoscenza, parlando di attrezzatura corretta e preparazione.

La giornata si è conclusa con un bilancio estremamente positivo per il Soccorso Alpino e Speleologico Calabria. L’altissimo interesse mostrato dai partecipanti, unito alle numerose domande poste ai tecnici, testimonia una crescente sensibilità dei cittadini verso i temi della sicurezza. Il SASC ha voluto ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno preso parte agli eventi, ribadendo i concetti fondamentali che costituiscono la più importante forma di prevenzione: la conoscenza dei propri limiti, la pianificazione attenta dell’itinerario e il rispetto della montagna. Condividere queste informazioni e diffondere la cultura della responsabilità non è solo un atto educativo, ma rappresenta il primo, vero passo per salvare vite umane in ambiente impervio. Luana Macrini

 

FRIULI VENEZIA GIULIA, Rifugio Grauzaria

La giornata di Sicuri in Montagna è stata organizzata insieme alla sezione CAI di Moggio Udinese in occasione della “Festa della Montagna” (storica festa del rifugio).  Sono state proposte due escursioni di diversa lunghezza e difficoltà. Tutti i partecipanti sono stati omaggiati di materiale informativo, una bibita ai sali e una barretta energetica. Durante le gite sono stati affrontati vari argomenti quali: la preparazione della gita, l’equipaggiamento, come e cosa mettere nello zaino, cosa fare in caso di emergenza/infortunio e come saper riconoscere un’effettiva emergenza. In rifugio è stato mostrati il DAE, frutto di un progetto un progetto sviluppatosi sul territorio.  Al termine delle escursioni, in rifugio, è stato organizzato un simulato di intervento a cura dei tecnici della stazione CNSAS di Moggio-Pontebba. La manovra ha visto i volontari impegnati nella stabilizzazione di un infortunato, il suo imbarellamento e successivo trasporto con barella Lecco 2.0 e ruota fino al margine di un rio. Da qui la barella ha raggiunto l’altra sponda a mezzo di una teleferica di circa 70m.  Ad entrambe le gite hanno partecipato cira 25 persone e 17 tecnici del CNSAS. Durante le escursioni i partecipanti si sono dimostrati sempre attenti e interessati, intervenendo con domande e aneddoti personali. Nel complesso sia la stazione organizzante, il direttivo del CAI e i gestori del rifugio, sono rimasti soddisfatti della giornata. Andrea Di Gallo

 

 LIGURIA, Santo Stefano d’Aveto

L’evento “Sicuri in montagna d’estate” in Liguria ha avuto il suo centro a Santo Stefano d’Aveto, Comune ai piedi degli Appennini al confine con l’Emilia Romagna. La maggior parte (68%) delle persone che sono state censite è risultata dotata di attrezzatura adatta, abbigliamento adeguato e buona conoscenza del territorio. Le altre persone non avevano attrezzatura e abbigliamento adatti oppure erano poco informate sui percorsi da seguire, dimostrando così qualche carenza. I tecnici presenti ha spiegato loro le buone pratiche e allo stesso tempo hanno ricordato come la preparazione della gita e la conoscenza di un percorso siano la base per poi non ritrovarsi in difficoltà. Italo Vallebella

 

LOMBARDIA, falesia di Bagnaria

Anche per questa edizione di Sicuri in Montagna d’estate la Stazione CNSAS Pavia-Oltrepò ha organizzato una mattinata dedicata alla prevenzione degli incidenti nell’arrampicata sportiva presso la falesia di Guardamonte, in Oltrtepo Pavese. L’evento è stato realizzato con la collaborazione del Centro Studi Materiali e Tecniche del CAI e della Scuola di Alpinismo “G. Grignani”. Durante la giornata sono stati proposti workshop pratici sulla trattenuta della caduta del primo di cordata, dimostrazioni sulla tenuta di materiale da arrampicata utilizzato in modo improprio, prove di arrampicata e brevi sessioni dedicate a nodi e manovre di sicurezza. L’iniziativa ha registrato una buona partecipazione, in particolare di giovani e principianti, che hanno potuto apprendere e sperimentare direttamente le corrette pratiche di sicurezza in falesia. L’interesse crescente verso l’arrampicata sportiva, soprattutto tra le nuove generazioni, conferma l’importanza di attività divulgative e formative come questa. La Stazione intende proseguire su questa linea, promuovendo una cultura della sicurezza sempre più diffusa e contribuendo alla missione del CNSAS di prevenzione degli incidenti e sensibilizzazione alla frequentazione consapevole della montagna. Jacopo Antoniolli

 

LOMBARDIA, ferrata del Centenario

Il CAI di Calolziocorte ha partecipato alla giornata nazionale dedicata alla prevenzione degli incidenti in montagna nella stagione estiva con Sicuri in Ferrata presidiando, con propri volontari, la ferrata del Centenario sul Monte Resegone. La Ferrata risale un’imponente bastionata rocciosa, addentrandosi in un lungo canalone di bellissima roccia calcarea; è caratterizzata da abbondante presenza di staffe metalliche a sostegno della progressione, catene e barre di acciaio ed è facilmente concatenabile con altri itinerari del monte Resegone. Alla base della ferrata si è posto il presidio raccogliendo qualche dato statistico attraverso delle brevi interviste, sempre ben accettate dai frequentatori. Oltre una quarantina i ferratisti coinvolti; con età variabile, la maggior parte iscritti CAI, buono l’ascolto del meteo e la preparazione della salita, buona l’attrezzatura, anche se in alcuni casi si è notata una certa difficoltà nella progressione. La giornata è stata impegnativa ma ricca di scambi di esperienze e informazioni; merita di essere ripetuta. Giuseppe Frigerio

 

LOMBARDIA, ferrata Monte Ocone

L’analisi degli incidenti che si registrano in questi ultimi tempi, spesso legati alla scarsa preparazione e alla poca consapevolezza di appassionati alle prime armi, deve portare le associazioni che si occupano di montagna ad alzare il livello di attenzione. Nasce anche da questa osservazione l’importanza di fare informazione e sensibilizzazione, aderendo alle attività promosse da Sicuri in Montagna, che mira a diffondere si l’amore per la montagna ma con il giusto equilibrio fra passione e prudenza. Conoscenza dell’ambiente e consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, insieme alla preparazione attenta dell’escursione, rimangono i presupposti irrinunciabili per un approccio corretto; senza dimenticare che davanti a difficoltà impreviste, una sana rinuncia non è mai disonorevole. Con questi presupposti, anche quest’anno il gruppo GAMO (gruppo Amici del monte Ocone), con puntualità, si è messo al lavoro per organizzare l’evento di Sicuri in Montagna d’estate 2026 in una località sempre frequentata, come la ferrata del monte Ocone. Alla base è stata allestita una postazione per il coinvolgimento dei ferratisti intervenuti. Presenti 6 tutors tra componenti della CCEC, CNSAS, Rete Radio Montana, Gruppo GAMO della valle Imagna che hanno lavorato fianco a fianco elargendo utili consigli e risalendo, a fine giornata, lo spigolo Nord-Est dove si snoda il tracciato della ferrata, per un controllo e il cambio della bandiera posta sulla vetta.  Il bilancio è sicuramente positivo, per una giornata condivisa e partecipata. Un particolare ringraziamento va a tutti  i partecipanti, in particolare ai tutors referenti che hanno gestito la giornata sin dalle prime ore del mattino, ad Alessandro, Fausto, Barbara, Marì e Renato. Tiziano  Viscardi

 

LOMBARDIA, Piani di Bobbio

Presso il Rifugio Lecco ai Piani di Bobbio è stato organizzato un incontro volto alla prevenzione degli incidenti in montagna nella stagione estiva; la partecipazione è stata indirizzata soprattutto ai più giovani. L’organizzazione dell’evento è stato condiviso dalla XIX Delegazione Lariana CNSAS, dal Gruppo Ragni di Lecco e dalla Sezione CAI Lecco con il coinvolgimento dell’Alpinismo Giovanile. I ragazzi sono il nostro futuro e la loro presenza, per definizione, è garanzia di interesse e curiosità; così non è stato difficile parlare di entusiasmo per la montagna e della giusta prudenza per poterla frequentare in ragionevole sicurezza. Non sono mancate poi delle prove di arrampicata in falesia, molto apprezzate dai nostri giovani. Marco Anemoli

 

MOLISE, Pesche

Nell’ambito dei suoi compiti istituzionali, ed in linea con il progetto Sicuri in Montagna, il CNSAS ha organizzato, presso la Riserva Orientata Naturale nel Comune di Pesche, la giornata nazionale “Sicuri in Montagna d’estate”, in collaborazione con il Club Alpino Italiano, allo scopo di promuovere la sensibilizzazione verso la prevenzione degli incidenti tipici della stagione estiva in ambiente montano. In Molise l’iniziativa è stata rivolta a tutti i fruitori della montagna ed ha visto il personale del Soccorso Alpino impegnato in due diversi eventi. Il primo nelle falesie del Comune di Pesche in supporto all’Associazione “Molise Vertical Experience” impegnata nella promozione dell’avvicinamento all’arrampicata su roccia dove i tecnici del CNSAS hanno vigilato sull’attività dei partecipanti e relazionato in merito a temi di prevenzione inerenti la scelta degli itinerari, i materiali, le tecniche di progressione e la sicurezza delle cordate. Il secondo lungo il percorso di una escursione del CAI, sul Sentiero Italia tra Carovilli e Isernia, nell’ambito della “Giornata Nazionale SICAI” durante la quale i tecnici del CNSAS hanno affrontato temi di prevenzione e sicurezza in merito alla corretta pianificazione degli itinerari, alla valutazione dell’attrezzatura personale, alla modalità di richiesta di soccorso in caso di necessità, ed alle criticità legate agli strumenti digitali ed alle piattaforme on-line che, se da un lato possono essere un valido supporto, dall’altro non possono sostituire la conoscenza dell’ambiente montano o la consapevolezza relativa alle condizioni reali del territorio, alle proprie capacità e preparazione individuale. Ettore Mascieri

 

SICILIA, Parco dei Nebrodi

Si è svolta domenica 21 giugno, nel Parco dei Nebrodi, la 26ª edizione di “Sicuri in Montagna d’estate 2026”, la giornata nazionale dedicata alla prevenzione degli incidenti in ambiente montano promossa dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e Club Alpino Italiano. Organizzata dalla XXI Delegazione del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano, l’iniziativa ha coinvolto numerosi escursionisti e soci CAI provenienti da varie sezioni isolane. Accompagnati dai tecnici del CNSAS, i partecipanti, partiti da Portella Calacudera, hanno raggiunto il Lago Maulazzo nel comune di Alcara Li Fusi (ME), per poi far rientro al punto di partenza, lungo un percorso immerso nello splendido scenario dei Nebrodi. Durante l’escursione sono stati affrontati temi fondamentali per la sicurezza in montagna: pianificazione dell’itinerario, equipaggiamento, meteo, prevenzione di colpi di calore, disidratazione, e corretta attivazione dei soccorsi tramite il Numero Unico Emergenze (NUE) 112. Apprezzata la simulazione di soccorso e recupero, svolta al lago Maulazzo, di un escursionista, ferito in seguito della caduta di un albero, che ha permesso, ai presenti, di conoscere da vicino tecniche, procedure e presidi utilizzati negli interventi in ambiente montano. Alessandro Bella

 

TOSCANA

La Stazione di Massa era presente con uno stand informativo lungo l’itinerario storico della Via Vandelli, a Resceto. I volontari hanno distribuito materiale divulgativo sulla sicurezza in montagna, sensibilizzando gli escursionisti sui comportamenti corretti da adottare in ambiente montano. La Stazione di Carrara e Lunigiana ha presidiato la Foce di Pianza, ai piedi del Monte Sagro, con mezzo logistico. Come di consueto, i volontari hanno provveduto alla distribuzione di materiale informativo. La Stazione di Querceta era presente con uno stand informativo presso il Rifugio Forte dei Marmi, all’Alpe della Grotta nel Gruppo del Procinto, punto di riferimento per gli escursionisti che frequentano quest’area. Nella settimana precedente il 21 giugno, la Stazione di Lucca ha organizzato una serie di incontri presso le sedi del CAI di Lucca, Castelnuovo Garfagnana e Barga, dedicati alla sicurezza in ferrata. Gli incontri hanno fornito ai partecipanti le basi teoriche e pratiche per un approccio consapevole e sicuro alle vie ferrate. Domenica 21 giugno, l’uscita in ferrata si è svolta sulla Ferrata Salvadori al Monte Forato. Durante la giornata sono state messe in pratica le buone norme per un approccio sicuro alle vie ferrate. Dalle circa 40 persone transitate nel corso della giornata solo 2 provenivano dalle sezioni CAI del territorio; la restante parte composta da gruppi indipendenti, passanti e ragazzi giovani. I giovani escursionisti si sono dimostrati particolarmente interessati e attenti ai consigli forniti dai tecnici. Notevole attenzione è stata rivolta all’uso non corretto di applicazioni di navigazione come Komoot e alle informazioni reperite sui social media, spesso incomplete o fuorvianti rispetto alle reali condizioni del percorso e alle competenze necessarie per affrontarlo in sicurezza. Paolo Romani

Nell’ambito di “Sicuri in Montagna” le Stazioni della XXXIII Delegazione hanno presidiato alcune delle principali località del turismo montano attraverso stand informativi dedicati. In particolare, la Stazione Monte Falterona si è posizionata presso Capanna Marcone, lungo il sentiero 00 (Comune di Borgo San Lorenzo), mentre la Stazione Monte Amiata ha allestito il proprio punto informativo in località Prato delle Macinaie (Comune di Castel del Piano). Presidio analogo per la Stazione Appennino Toscano alla Doganaccia (Comune di Abetone Cutigliano), mentre i tecnici della Stazione Foreste Casentinesi sono stati impegnati nel supporto e nell’assistenza a una gara di trail all’interno del Parco Nazionale. Una prima analisi dei dati raccolti offre spunti di grande interesse. Molti degli escursionisti intercettati sono iscritti al CAI, a conferma di una passione strutturata per l’ambiente montano. L’esperienza media dei frequentatori è decisamente elevata (oltre 24 anni di attività), con una frequentazione assidua che si attesta su circa 50 uscite all’anno. Tuttavia, il fatto che quasi la metà degli intervistati non abbia mai frequentato un corso formale suggerisce ampi margini di miglioramento per la formazione tecnica. Se da un lato l’attenzione al meteo è quasi impeccabile (il 94% consulta sempre il bollettino) e la gestione delle emergenze è buona (oltre il 68% sa come agire in caso di incidente), dall’altro emerge una chiara criticità nell’uso della carta topografica e degli strumenti digitali legati alla sicurezza in montagna. Questi dati evidenziano la necessità di rafforzare l’offerta formativa sui temi dell’orientamento, della cartografia e delle tecnologie dedicate al mondo outdoor, incentivando la partecipazione a corsi strutturati e mantenendo sempre alta la sensibilità verso i protocolli di sicurezza. Alma Rinaldelli

 

VENETO, Verona

In data domenica 21 giugno 2026, presso il rifugio Telegrafo sul Monte Baldo ad una quota di 2147 m.s.l.m., alcuni tecnici della Stazione di Verona del Soccorso Alpino hanno tenuto una giornata dedicata alla prevenzione legata alla montagna in ambiente estivo. Come ogni anno tale iniziativa ha lo scopo di fornire agli escursionisti alcune nozioni che – pur sembrando a volte quasi banali – possono fare la differenza tra una piacevole giornata sui monti ed un’esperienza da dimenticare. I temi trattati sono stati molti: preparazione della gita, attrezzatura, alimentazione, cenni di meteorologia e come effettuare una chiamata di soccorso. Dal momento che sul posto erano presenti anche un TeR (Tecnico di Ricerca) ed un infermiere, sono stati trattati inoltre alcuni cenni di cartografia, orientamento e problematiche legate ad aspetti sanitari come ad esempio ipotermia e traumi agli arti. Poiché al giorno d’oggi i sentieri vengono sempre più frequentati da utenti talvolta carenti dal punto di vista della cultura della montagna e del relativo background tecnico, queste giornate di prevenzione sono estremamente importanti al fine di trasmettere agli escursionisti alcuni concetti fondamentali. L’obiettivo di tali nozioni è quello di mettere l’utenza in condizioni di godersi la propria escursione in ragionevole sicurezza, limitando il più possibile il verificarsi di quegli incidenti che sono evitabili con un minimo di preparazione e consapevolezza. Filippo Valentini