Macugnaga, concluso il Winter Mountain Rescue Course 2024

Macugnaga, 10 marzo 2024 – Si sono conclusi i lavori del Winter Mountain Rescue Course (WMRC) 2024, il corso di formazione avanzata in soccorso tecnico e sanitario in montagna, organizzato dal Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, giunto quest’anno alla terza edizione. Dal 7 al 10 marzo, a Macugnaga (Piemonte) 15 soccorritori tecnici e 15 sanitari del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico provenienti da tutta Italia, si sono messi in gioco tra lezioni frontali, esercitazioni pratiche e complessi simulati di intervento per ricevere una preparazione approfondita su tecniche e manovre di soccorso alpino invernale.

I lavori si sono svolti in un contesto ambientale particolarmente ostile, ma molto realistico, durante una perturbazione che ha depositato in zona oltre un metro di neve. Le esercitazioni e simulazioni di soccorso hanno riguardato gli scenari della valanga e del recupero di un infortunato su terreno ripido e verticale. Tutti i lavori si sono svolti sotto fitte nevicate, con vento e temperature abbondantemente sotto zero in un contesto ambientale che si presenta spesso di fronte ai soccorritori in operatività.

D’altronde, l’alternarsi di prolungati periodi di siccità e di nevicate straordinarie, come si è verificato negli ultimi inverni, costringe i soccorritori a una preparazione sempre più specializzata e ampia per adattarsi a tipologie di ambiente sempre più varie in un contesto di operatività che richiede tempi di risposta e intervento sempre più rapidi. Con la necessità di sviluppare l’interoperatività tra componenti tecniche e sanitarie con l’obiettivo di portate un servizio efficiente ed efficace a tutti coloro che ne hanno bisogno in montagna.

A conclusione dei lavori i 30 soccorritori che hanno partecipato al WMRC hanno il compito di trasmettere le competenze apprese in questi 3 giorni presso le proprie stazioni e delegazioni di appartenenza per alzare il livello del servizio offerto dal CNSAS in tutte le regioni dello stivale.

Foto di Luca Tondat