Di roccia perché ci muoviamo su pareti, sentieri, in grotta; di cuore perché in ogni intervento ci confrontiamo con le emozioni, le nostre e quelle di chi andiamo a soccorrere.
Ma di roccia e di cuore sono anche fatti gli uomini e le donne che appartengono al Cnsas: forti, quando li vedi muoversi a tutte le ore sotto le intemperie, di poche parole, abituati a fare presto meglio che si può, e al contempo animati dalla spinta del sentimento che guida chi aiuta e si prende cura degli altri.
BELLUNO, 11 ottobre 2024 -“Di roccia e di Cuore, 1954-2024: 70 anni di solidarietà. Buon compleanno Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico” è il titolo della serata tenutasi nel Teatro comunale di Belluno Dino Buzzati, all’interno della rassegna di montagna Oltre le Vette, per festeggiare l’importante traguardo.
La platea, gremita di soccorritori in divisa, familiari, amici, appassionati di montagna, ha preso parte a due ore di evento, realizzato appositamente in modo da dare flash incisivi sulle diverse sfaccettature dell’Associazione e della sua storia: pennellate disegnate da una ventina di protagonisti nel tempo del testo di una canzone ciascuno, con l’accompagnamento di video dedicati e l’introduzione da parte di altri soccorritori e dei loro bambini, a simboleggiare la presenza delle proprie famiglie.
Il 4 settembre 1954, durante una riunione del Cai a Bognanco, nel Verbano-Cusio-Ossola, vengono istituite le prime Stazioni del Soccorso alpino, delle quali 11 in Veneto: Agordo, Arsiero, Auronzo, Belluno, Cortina d’Ampezzo, Feltre, Padola, poi divenuta Val Comelico, Pieve di Cadore, San Vito di Cadore, Sappada, Schio.
Il 12 dicembre 1954, a Clusone, Bergamo, la Commissione soccorsi alpini si evolve in una Direzione del Csa, Corpo di soccorso alpino, che raccoglie in un’unica organizzazione tutte le strutture esistenti. Scipio Stenico è nominato direttore e vengono istituite le prime Delegazioni là dove il Soccorso alpino aveva assunto forme più organizzate, sul modello di Tarvisio (UD), Belluno, Trento, Edolo (BS), Bergamo, Sondrio, Borgosesia (VC), Aosta e Domodossola (Verbano-Cusio-Ossola). In Veneto oggi operano tre Delegazioni: II Dolomiti Bellunesi, XI Prealpi Venete, VI Speleologica, 27 Stazioni totali, con il compito di prevenire gli infortuni nell’esercizio delle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, “per il soccorso degli infortunati e dei pericolanti e per il recupero dei caduti”.
Introdotti dai canti del Coro Cai di Belluno, che ha ricordato i numerosi soccorritori che ne hanno fatto parte chiudendo con la celebre la Montanara, i sette decenni di vita sono stati concentrati in sette parole cardine, Origini, Ieri, Solidarietà, Evoluzione, Tecnica, Profondità, Oggi, e per ciascuna due soccorritori provenienti da tutta la regione sono entrati nel racconto. Origini, il mutuo aiuto sulle montagne e la nascita dell’istituzione del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi e Prealpi Venete; Ieri, com’era il soccorso negli anni della fondazione nelle parole di due storici volontari; Tecnica, cosa c’è dietro il soccorso alpino e il soccorso sanitario; Evoluzione, lo sviluppo dell’elisoccorso e delle unità cinofile (un conduttore era presente sul palco assieme al suo cane); Oggi, qual è l’operatività odierna, come si diventa soccorritori, i nuovi mezzi.
Per la parola Solidarietà, a emblema delle migliaia di missioni di soccorso, sono saliti sul palco i protagonisti di un recupero impegnativo, sia i soccorritori che l’uomo soccorso. La parola Profondità è stata completamente destinata al Soccorso speleologico nelle sue diverse peculiarità, con un approfondimento sulla disostruzione.
Ogni soccorritore ha condiviso con la platea un momento speciale, narrando l’intervento che più gli è rimasto nel cuore e portando un oggetto significativo: da una delle prime corde, vecchia 70 anni, al faldone dei documenti, alla tuta speleo, al sacco Graminger, dal vecchio zaino con i cunei di legno allo zaino moderno dotato di airbag, dal casco da elitecnico, alla tromba da fuochino, al drone.
A chiudere la serata con l’ottava parola che con il 2025 farà iniziare l’ottava decade di vita del sodalizio, ovvero Domani, il presidente del Soccorso alpino e speleologico Veneto salito assieme a tutti i bimbi e a tre aspiranti, il futuro del Cnsas.
Un grandissimo ringraziamento a chi ci ha sostenuto, i main sponsor Fbp Cassa di Fassa Primiero Belluno, Consorzio Triveneto Rocciatori, ITS engineering company, e gli altri importanti sostenitori Raumer Srl, Parajumpers officialpage, Passuello Fratelli, Birra Cimbra, Alpha Medica Belluno, Ristorante Pizzeria La Rossa, Robi Sport, Unifarco, Linea Verticale – Mountain Equipment.






