XV corso Ricerca e Stabilizzazione del Travolto da Valanga
dedicato a Valter Bucci
1 marzo 2026 – Si è concluso a Campo Imperatore il quindicesimo corso Ricerca e Stabilizzazione del Travolto da Valanga dedicato a Valter Bucci – il compianto medico dell’equipaggio HEMS precipitato a Campofelice nel 2017 – che insieme a Gianluca Facchetti (attuale Responsabile Scientifico del corso stesso) lo ha ideato e organizzato per la prima volta nel lontano 2006. Sono già venti anni che questo evento formativo si svolge in Abruzzo. Il corso sin dall’inizio è stato pensato per fornire a medici e infermieri gli strumenti tecnici e le conoscenze mediche per poter soccorrere un travolto da valanga utilizzando lezioni teoriche e simulazioni in ambiente da parte dei massimi esperti italiani (nivologi, ricercatori, medici, infermieri, guide alpine, piloti, soccorritori).
Pensare alle valanghe come ad un evento raro è sbagliato concettualmente: le valanghe appartengono da sempre ai rischi possibili dell’andare in montagna. Sono già un paio di secoli che la scienza studia le valanghe in un’eterna lotta contro la morte bianca. Passi enormi sono stati fatti nello studio della neve e delle sue trasformazioni, come ci ha ricordato Igor Chiambretti direttore dell’AINEVA e relatore al corso dal 2016. La scienza medica ha studiato specifiche curve di sopravvivenza e protocolli clinici particolari per dare l’opportunità di vivere oltre il buio della valanga come ci ha spiegato Giacomo Strapazzon Direttore dell’Istituto di Medicina di Montagna dell’EURAC di Bolzano e relatore al corso dal 2016.
Riuscire a trovare una persona sotto la neve rappresenta una sfida tecnica in continua evoluzione e miglioramento secondo il parere di Maurizio Lutzenberger Guida Alpina e massimo esperto italiano di metodiche applicate alla ricerca del travolto da valanga e relatore al corso dal 2020. Nel medioevo in Svizzera si definiva la valanga come quella cosa che vola senza ali e colpisce senza mani, come ce lo ha ricordato Pierre Feraud ex Responsabile Sanitario dell’Air Glaciers e relatore al corso dal 2019. Il travolto da valanga ci considera l’unica e migliore possibilità per sopravvivere così il Comandante Pilota base HEMS di L’Aquila Paolo Righetti responsabilizzava i discenti del corso sin dal 2016.
Il corso si è articolato per tre giorni tra il fascino medioevale di una L’Aquila appena ricostruita e la neve dei 2200 m di Campo Imperatore. Poggiando tutta la didattica sulle solide spalle della Scuola Nazionale Medica (SNaMed) e della Scuola Nazionale Tecnica (SNaTe) del CNSAS i cui istruttori hanno guidato i partecipanti al corso al miglioramento delle tecniche e alla scoperta dei protocolli clinici. Entrambe le scuole sono parte integrante del corso dal 2014, ma solo da questa edizione la SNaMed, tramite il suo Direttore (Simona Berteletti), ha reso il corso nazionale organizzandolo direttamente e inserendolo nel piano formativo dei medici e degli infermieri del CNSAS.
Il corso ha ricevuto il patrocinio da vari enti ed istituzioni (Comune di L’Aquila, L’Aquila Città italiana della cultura 2026, Club Alpino Italiano, Centro Turistico Gran Sasso, Accademia Medica, EURAC) e la collaborazione sin dal primo corso del servizio del 118 Abruzzo Soccorso e del DEA di L’Aquila tramite il suo direttore (Franco Marinangeli). Durante la prima giornata del corso il Prof. Marinangeli ha ricevuto il crest del CNSAS dalla Direzione Nazionale nella persona del consigliere Fabrizio Masella. Le tre giornate sono state caratterizzate dall’estrema motivazione e dal vivo interesse di tutti i discenti arrivati da tutta Italia, trascinati in montagna e nelle serate aquilane dall’entusiasmo dei tecnici e dei sanitari del Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzese. Il corso ha rappresentato anche quest’anno un momento formativo unico nel suo genere tenendo fede al suo mantra: just three days of mountain, snow and rescue!







